domenica 4 novembre 2012

La Gerla Simbolo di fatica



La gerla nella societa dei nostri nonni era una metafora, un simbolo della fatica.

sabato 3 novembre 2012

Come si vive in un piccolo paese oggi

Indubbiamente in questi anni si vive molto meglio che prima dell'ultima guerra, negli anni '30 oppure dopo negli '50. La maggioranza della popolazione vive in case o appartamenti confortevoli e bene riscaldati in inverno. Però con l'arrivo degli anni '90 si è aperta un fase di recessione dell'economia, molto spesso agricola, che ha portato alla stagnazione, con una crescita dell'economia molto fiacca che ha finito per causare col passare degli anni un deterioramento della qualità della vita, rispetto  ai due decenni precedenti. Tra l'altro, la società dei piccoli paesi vede oggi allungarsi la vita dei suoi abitanti, mentre diminuisce il numero dei giovani e dei bambini nati. Come conseguenza, ne risulta l'invecchiamento della popolazione e l'impossibilità di risalire la china che ha portato al calo degli abitanti delle comunità paesane. Il ricambio generazionale è quindi insufficiente e le attività di paese sono irremediabilmente compromesse.
 Peraltro,attualmente nei piccoli centri, manca la continuità di molte iniziative che hanno come scopo di soddisfare i bisogni umani delle comunità paesane: la grave crisi economica negli ultimi due anni rischia di peggiorare una situazione che è già di grande fragilità.
Una possibile via d'uscita rimane nell'impegno delle autorità civili e religiose, nella loro capacità a "scuotere" con iniziative valide e tempestive la loro gente, nel dare loro una mossa, in modo che si convincano  a muoversi e ad agire. Nemmeno questo però è facile da realizzare.

venerdì 2 novembre 2012

La Canna da Zucchero in Australia/ Sugar Cane in Australiaa














Sopra si vedono alcune foto che danno un'idea sulla coltivazione della canna da zucchero in Australia.

  Above you can see some pictures that give an idea on the cultivation of sugarcane in Australia.

I Pizzoccheri li Fanno anche Fuori dalla Valtellina!












Li prouce una ditta bergamasca, il Pastificio Annoni con sede a Fara Gera d'Adda a una ventina di chilometri da Bergamo. Da più di cento anni gli Annoni lavorano nell'alimentare con la loro ditta. I Pizzoccheri invece, originari di Teglio, diffusi come abitudine alimentare anche nella zona di Tirano, erano quasi sconosciuti nella zona di Morbegno che è oggi il secondo centro della Valtellina. Oggi il pizzocchero gode di grande popolarità in tutta la Lombardia e anche nel resto d'Italia.

giovedì 1 novembre 2012

La Vie Paysanne Vue par Gustave Courbet et Autre










C'est le travail des paysans que des peintre du dix-neuvième siècle ont peint, en étudiant les travaux le plus humbles, notamment de la deuxième moitié du 19ème siècle. Ci-dessous on voit des images de tableaux de Gustave Courbet

Fiori e Piante: le Begonie












E' un fiore molto apprezzato dagli appassionati dei giardini con le aiuole fiorite. Prende il nome da un oscuro governatore di un'isola dell'America Centrale, Michel Bégon. Dunque il fiore viene dall'America tropicale. Sotto il nome begonia vanna una numerosissima quantità di specie di fiori.

Paese di Oggi, Paese di Ieri




Quando mi interessavo alla geneologia della mia famiglia mi sono sentito dire più volte da chi non voleva saperne di queste cose: "acqua passata non macina più". Per le nostre generazioni è abbastanza vero. Noi abbiamo poco da spartire con le società degli ultimi tre secoli he erano società centrate sull'agricoltura, la nostra invece è una società industriale. I nostri antenati di tre secoli fa mettevano al centro della loro esistenza la famiglia, i figli, la religione e altro ancora. Erano società più povere della nostra. Certamente bisogna anche dire che il secolo scorso, il nostro secolo non è stato certamente tra i migliori: due guerre sanguinosissime, mondiali, che hanno bruciato milioni su milioni di uomini e donne, militari e molti civili. Oltre che genocidi spaventosi.
Dire che il passato non conta più comunque non è del tutto vero. Nei paesi di campagna di tutta Italia si lavorano ancora i terreni dei nostri bisnonni o trisnonni. Ai nostri avi assomigliamo fisicamente. Tra l'altro è stato provato che a un antenato si può assomigliare fino alla  settima generazione. Parliamo ancora il loro dialetto e quando non lo sappiamo parlare, riusciamo almeno a capirlo. Siamo meno vincolati di loro a pregiudizi e superstizioni, ma abbiamo altre difficoltà e soffriamo di più la solitudine.
Io sono convinto però che nel profondo di ognuno di noi, nel profondo, assomiglia molto di più ai nostri antenati di quanto non si creda: come loro posssiamo essere intelligenti o persone modeste, generosi o avari, brillanti o riservati,
aperti di carattere o chiusi, buoni o cattivi.
In pratica nei piccoli paesi noi siamo i continuatori della vita dei secoli passati legati ai nostri avi da vincoli , a voltemisteriosi, uno di questi è l'ancestralità che è nel nostro incosciente. Per questo è legittimo interessarsi a loro, i "nos vecc" come si dice in dialetto, prendendoli così come sono, noi veniamo da loro.