giovedì 11 ottobre 2012

Le case di abitazione di oggi

Tutti nei piccoli paesi vivono attualmente in case di loro proprietà, quasi mai in case affittate. Coloro che vivono in case di questo tipo potrebbero essere gente di città che vengono in vacanza nei paesi di provincia. Generalmente persone di una certa età. A dire il vero, le coppie giovani preferiscono andare al mare o scegliere come villeggiatura di montagna dei centri importanti: Cortina d'Ampezzo, paesi del Trentino, Bormio, Livigno,e cosi via. Naturalmente voglio ricordare che sto parlando, piuttosto in modo generico, di paesi di provincia, di campagna o delle valli alpine che non hanno una vocazione turistica vera e propria, che accolgono un numero limitato di villeggianti, di solito imparentati in qualche maniera con qualche famiglia del paese in cui trascorrono, almeno in parte, le loro vacanze.
Nei paesi più piccoli si vive quasi sempre in case comode con i "confort" o le comodità  richieste dall vivere quotidiano odierno, in modo particolare il riscaldamento centralizzato e i servizi essenziali, bagno e doccia. Gli appartamenti delle abitazioni di costruzione più recente prevedono un raggruppamento dei vani della casa in "reparto" giorno e anche nel "reparto" notte, Le case sono a due o al massimo tre piani. Piano terreno e primo piano, più il solaio evidentemente. Ma questo non  è una regola generale per tutta la mia provincia o tutta la Lombardia. In un certo senso questo modo di costruire la casa è una concezione ereditata dagli avi che in passato coabitavano con i fratelli o i figli. Non è facile trovare case monofamigliari come accade attualmente nei paesi confinanti, ad esempio la Francia.
Non bisogna mai dimenticare che i cambiamenti sociali in Italia sono avvenuti molto in fretta a  partire dagli anni '50 del secolo scorso, quindi le grandi trasformazioni sociali e economiche di tutta l'Italia hanno permesso di conservare qualche vecchia abitudine dei tempi meno recenti. Nelle casecostruite dagli anni '70 in poi non esiste naturalmente la cantina, ma esiste il garage o i garage, per la vettura o le vetture.

mercoledì 10 ottobre 2012

Mons. Emilio Poletti, vescovo di Bagnoregio (Viterbo)

Emilio Poletti nato a Villa di Tirano nel 1860, morto a Bagnoregio (Viterbo) nel 1918 era figlio di Tommaso Poletti e di Maria Giudici. Tra il 1890 e il 1912 fu arciprete di Menaggio (Como). Consacrato vescovo in quell'anno dal card Ferrari, lasciò Menaggio per Bagnoregio. Come vescovo di Bagnoregio rimase in carica solo sei anni. Il padre del vescovo Poletti morì a Bagnoregio nel 1914.

martedì 9 ottobre 2012

Evoluzione economica degli ultimi 60 anni

La Fine dell'Agricoltura di Sussistenza: E' finito per sempre negli ultimi 50 anni quel tipo di agricoltura di sussistenza che  privilegiava un consumo famigliare di un a larga parte della produzione agricola. Fatti salvi il vino e qualche prodotto che venivano venduti sul mercato. Il numero di contadini che pratica l'agricoltura a tempo pieno si è ridotto considerevolmente. Una parte della popolazione lavora ora come impiegata del settore pubblico o privato, altri nell'artigianato o nei servizi pubblici. Una quota di lavoratori ha scelto di andare a lavorare in Svizzera. In una provincia turistica come quella di Sondrio esistono c omunque possibilità di impiego anche nel settore alberghiero, nelle varie specializzazioni: sia dirigenziali che per lavori che richiedono manualità.
Questa evoluzione dell'economia valtellinese e chiavennasca, iniziata negli anni '60 del secolo scorso ha portato adun benessere più diffuso tra la popolazione delle valli provinciali. c'è stato un'innalzamento del livello culturale della popolazione dovuto a un prolungamento della scolarizzazione e alla qualità migliorata dell'istruzione. Tutto questo è durato fino agli anni '80 del secolo scorso,poi c'è stato un rallentamento dell'economia che ha portato  a una  crisi dell'occupazione, alla disoccupazione e a una stagnazione economica. Dal 2008 la crisi economica è diventata internazionale: apparentemente molto difficile da risolvere dati l'indebitamento di troppi paesi, tra i quali l'Italia. La crisi che viviamo si sente anche nei piccoli paesi. Non sarà facile uscirne.

lunedì 8 ottobre 2012

L'autunno è stagione morta

Oggi l'autunno è diventato una stagione morta anche nei piccoli paesi. Si lavora: chi è imprenditore, chi dirigente, oppure altri lavorano come impiegati di banca, altri sono insegnanti e così via. Si lavora e spesso si pensa alle prossime vacanze che saranno quelle natalizie. Natale rimane, oltre che festa religiosa, una festa per la famiglia. Ci si incontra tutti per il pranzo natalizio o di Santo Stefano, pranzi abbondanti, due o tre volte di più, rispetto ai pranzi normali. E' inevitabile che una delle conseguenze sia una salita del colesterolo o della glicemia. Comunque tutto questo è compensato dal fatto che si sta in compagnia: si riscopre il piacere  di stare assieme e di discutere con calma. Insomma i due mesi autunnali, Ottobre e Novembre, sono mesi riservati al lavoro, a pieno ritmo, mesi fitti di impegni, con un attimo di respiro solo nei primi due giorni di  Novembre, con la festa di Tutti i Santi, quando si va al cimitero in visita ai propri defunti. Un atto dovuto ai nostri famigliari scomparsi, nonni o genitori, o altri della famiglia. Dunque oggi anche nei piccoli paesi di campagna si fa una vita simile, per molti aspetti, a quella di una grande città. Con quasi sempre il vantaggio di vivere in un ambiente meno inquinato, più tranquillo, con meno rumori. I piccoli centri di provincia sono naturalmente più adatti per chi vuole riposare. Purtroppo la recente crisi che ormai si trascina da qualche anno, anche nei paesi piccoli riporta a galla i vecchi problemi: la disoccupazione,la difficoltà di trovare lavoro per i più giovani, le carenze delle pensioni, l'inadeguatezza  dei servizi pubblici, e altri problemi che sono di attualità in città. Per quanto riguarda l'agricoltura, essa è ormai praticata da pochi a tempo pieno. L'autunno per i contadini di oggi è da novembre in poi stagione di riposo. Un certo numero di persone, soprattutto i pensionati, diventano agricoltori nel tempo libero. Lavorano nei frutteti che sono stati dei loro genitori. Il secondo lavoro permette a volte di arrotondare i guadagni del primo. Toglie però spazio al riposo che a volte è vitale.

mercoledì 3 ottobre 2012

Autunno sull'Adda











Un contrasto insolito tra l'azzurro dell'acqua dell'Adda e i colori variopinti dell'autunno.

Il poeta dialettale romagnolo Tonino Guerra





Scomparso di recente, Tonino Guerra, Romagnolo, oltre che poeta dialettale, è noto come sceneggiatore.

sabato 29 settembre 2012

Folonari un cognome di Lombardia








Il capostipite della famiglia Folonari è un ciabattino valtellinese che ha aperto il suo negozio a Edolo (Brescia). la famiglia si è affermata a Edolo nella prima metà dell'Ottocento si è poi trasferita a Brescia nel secolo successivo.