domenica 16 dicembre 2012

Il libro del professor Alan Poletti sulla Shoah

Il prof Alan Poletti, neozelandese di Auckland, nipote di Giovanni Poletti, nato a Villa di Tirano (Sondrio) ha scritto sulla diaspora degli Ebrei nell'ultima guerra mondiale, o meglio della Shoah. il titolo del libro è: A Second Life, titolo che dà già un giudizio su quella che è stata la guerra in Valtellina.                                       Credo che sia giusto segnalare questo libro che tratta di avvenimenti di una gravità estrema: certo Poletti si limita a Raccontare quello che  si è svolto tra Tirano- Villa- Aprica e Bianzone: dunque Alan Poletti narra degli Ebrei che sono scappati in Svizzera attraverso i sentieri di montagna del comune di Villa di Tirano, affrontando enormi rischi. Spiega che gli Ebrei alloggiavano in una strano "campo" di Aprica, erano più o meno,se ben ricordo, alcune centinaia.                                                                                                          Tra gli organizzatori di queste fughe, spicca il nome di due sacerdoti cattolici: Don Giuseppe Carozzi e Don Cirillo Vitalini. Mi limito a dire questo nel post che sto scrivendo. Sottolineando però che Alan Poletti ha fatto un lavoro meritorio, ricco di particolari. Una specie di inchiesta., con un lungo lavoro in Valtellina, dove il professore neozelandese è venuto per 10 anni in estate.
   Tra le righe si legge anche delle vicinde della guerra in provincia di Sondrio, sempre drammatiche, anche se in Valtellina non ci sono state battaglie sanguinose, né micidiali bombardamenti. in A Second Life sono fatti gli opportuni riferimenti anche alle battaglie tra i tedeschi e gli alleati, soprattutto a quelle che hanno pesato sulla conclusione del conflitto portando gli Inlesi e gli Americani alla vittoria.
    Scrivere queste cose contribuisce a rendere giustizia a tutte quelle persone che hanno contribuito alla lotta contro la tirannia e alle dittature sanguinarie, per fare trionfare la voglia di liberta dei popoli. Qualcuno poteva pensare che tutto questo avrebbe potuto essere scritto molto prima, ma non importa, il libro del prof. Poletti è  arrivato sempre a tempo per fare giustizia.
     Nel concludere, aggiungo che l'originale è scritto in inglese, ma si trova anche una traduzione in Italiano che è  uscita qualche mese fa. Chi è interessato scriva alla seguent e-mail:   giaco.ganz19@virgilio.it.

giovedì 13 dicembre 2012

Una Critica equilibrata

Quello che posso fare sulla situazione italiana è una critica equilibrata, condivisibile da molti. La situazione politica, economica e sociale del mio paese è molto difficile. Indubbiamente pesa su tutte le regioni italiane, soprattutto l'enorme debito pubblico dello stato. A questo si aggiunge una crisi di ideali  e di valori che svuota l'azione politica del governo e più in generale di quasi tutti i partiti. Io finora ho tentato di descrivere essenzialmente i piccoli paesi, però mi rendo conto che devo farlo in modo il più possibile equilibrato, cercando di mettere in evidenza prima di tutto quelli che sono i veri problemi italiani e tentare di suggerire qualcosa che sia mio, che non sia semplicemente il risultato di una critica troppo severa e magari a senso unico. Criticare sempre è troppo facile, ma credo che una critica costante e amara, non dia tanti frutti. La riflessione si impone ed è in ogni caso necessaria.
Una mia conclusione è che probabilmente nei prossimi anni, nel nostro modo di vivere, avremo numerosi cambiamenti: siamo in pratica a una svolta, forse decisiva, e una certa confusione potrebbe essere anche inevitabile.
Concretamente quello che mi sembra  di vedere attualmente nella classe politica italiana  è una scarsa voglia di riforme politiche, una tendenza a vanificare qualsiasi riforma, portando avanti a volte, discussioni non necessarie e personalismi che danneggiano l'economia del paese.
Per quanto riguarda i piccoli paesi esiste una sorta di zona grigia nella quale i piccoli comuni o i centri di campagna sono in questo momento come svuotati, come paralizzati da un'inerzia che li rende incapaci di progettare quello che è necessario per un avvenire di prosperità. Ma anche le grandi città italiane arrancano nel tentativo di risolvere problemi che in realtà sembrano essere irrisolvibili.
Una parte dei nozstri uomini politici manca di una "cultura di governo", è composta da "politicanti" un poco improvvisati, che conoscono male la realtà e le persone che cercano di governare.
Mai come adesso i piccoli paesi si sentono negletti e trascurati. Non si spiega loro quali sono i progetti per l'avvenire. Intanto la loro popolazione  invecchia e giovani se ne vanno a cercare, invano, un lavoro in città.
Queste mi sembrano già due motivi interessanti sui quali centrare la discussione: il vero bandolo della matassa. In ogni modo,io andrò avanti con le mie "proposte": Pertanto dicendo questo, intanto voglio far capire che ogni mia proposta sarà comunque non fumosa, ma il più possibile chiara e frutto di una riflessione appropriata.

martedì 11 dicembre 2012

Different faces...the same surname MARANTA















Diversi volti... lo stesso cognome Maranta: I Maranta possono essere originari di Villa di Tirano, Poschiavo, della provincia di Brescia, oppure del Napoletano e ora in Australia. Tra queste foto si vede la pianta americana, la Maranta o Marantha, che ha preso il nome da un botanico italiano: Bartolomeo Maranta.

lunedì 10 dicembre 2012

Foto dei Ganza e dei Tognela




Foto del matrimonio di Domenico F. Ganza e Caterina Tognela negli anni '40 del Novecento. sull'alpeggio di Trivigno Giacomo e Maria Ganza con i cugini Tognela, e Giorgio Clerici nel 1959.

sabato 8 dicembre 2012

Diverse Facce, un solo cognome: RINALDI













I Rinaldi visibili sopra sono attivi: nello sport, nel mondo della moda, nei commerci, e in altre attività. Sono piemontesi, lombardi, meridionali. Tra l'altro Rinaldi è il primo cognome della città di Tirano (Sondrio) ed è importante anche a Grosio (Sondrio).

venerdì 7 dicembre 2012

Nevicata Notturna /Snowfall at Night/ Neige la nuit












Oggi 7 Dicembre alle ore 20.30 sta nevicando su Nord Italia. Si vede già la prima spolverata di neve. Tra un po' si potranno vedere per le strade, in paesi e città, paesaggi come questi.

sabato 1 dicembre 2012

Diverse Persone e Nazionalità: Uno stesso cognome BRESESTI














I Bresesti normalmente vengono da San Giacomo di Teglio. Qualcuno è conosciuto in loco. Esiste anche una ditta produttrici di vini in Uruguay. Ho aggregato al gruppo, per sbaglio Erri De Luca uno scrittore piuttosto,  noto. Lo lascio.